L’uomo che ha ricostruito Osini con le sue mani

Quando dico che i nostri vecchi hanno pagato con la fatica ogni pietra di questo paese, non parlo per sentito dire. Parlo di uomini come Mario Lobina, che a Osini è conosciuto praticamente da tutti, e che nell’ottobre del 2025 ha compiuto 102 anni circondato dalla sua famiglia.

Contadino, boscaiolo, operaio: un uomo, tre vite di fatica

Mario ha fatto il contadino. Ha fatto il boscaiolo. E poi, quando il paese ne ha avuto più bisogno, ha lavorato come operaio nelle squadre che ricostruirono Osini dopo la devastante alluvione del 1951 — la stessa alluvione di cui vi ho già parlato raccontandovi Osini Vecchio, quel paese fantasma che ancora oggi si vede tra le rocce dei Tacchi. Ecco, Mario non ha solo sentito raccontare quella storia come l’ho sentita raccontare io: lui quella storia l’ha vissuta, e con le sue mani ha contribuito a tirare su le case nuove dove la gente di qui doveva ricominciare da capo.

Pensateci un attimo. Un uomo che, quando il paese in cui era nato veniva spazzato via dall’acqua e dal fango, non è scappato altrove: è rimasto, e ha lavorato per costruire quello che oggi è Osini Nuova, le case dove vivono ancora i suoi compaesani. Chi cammina oggi per queste strade, chi si affaccia dalle finestre di quelle abitazioni, cammina e si affaccia anche grazie a persone come lui.

Oggi Mario è vedovo, non vede più da vent’anni, ma non si è mai arreso all’idea di stare fermo: passeggia ancora vicino a casa sua, fa un po’ di ginnastica per tenersi in forma, e viene accudito con affetto da una delle sue due figlie. Il giorno del suo 102esimo compleanno ha voluto raccontare ai familiari, ancora una volta, i pezzi della sua vita — quella vita che è anche un pezzo della storia di questo paese.

Perché ve lo racconto

Io non ho fatto il boscaiolo ma ho ricostruito case e non solo, ma quando guardo i Tacchi dalla mia cucina penso spesso a uomini come Mario. Penso a quanto poco, oggi, sappiamo davvero della fatica di chi ci ha preceduto, e a quanto velocemente rischiamo di dimenticarla se non la raccontiamo. Osini non è soltanto un paesaggio da fotografare o un piatto da portare in tavola: è anche le mani di chi lo ha rialzato da terra quando sembrava perduto.

Quando racconto ai miei ospiti la storia dell’alluvione del ’51, ora ci aggiungo sempre anche questa: che c’è ancora, in paese, chi quella ricostruzione l’ha vissuta in prima persona, e che a Osini certe storie non sono nei libri di scuola — sono nelle case accanto alla mia.

Orario

Aperti tutta la settimana
pranzo e cena

Solo con prenotazione

Indirizzo

Località Pisconti, Osini (OG)
Sardegna – Italy

Contatti

(+39) 339 588 1134